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dic 192012
 
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“Le accuse che mi vengono mosse da un collaborante già in precedenza colto in mendacio – patto politico/malavitoso con il suo clan – sono letteralmente INFONDATE e non VERE. Le dichiarazioni del pentito sopra citato, meri “castelli di sabbia”, sono frutto di una ingegnosa e malevola ricostruzione volta ad infangare la mia reputazione e il mio onore, nonché a danneggiare la mia figura politica ed istituzionale in Regione Basilicata.
È mia ferma intenzione evidenziare che non ho MAI gestito rapporti e contatti, nell’ambito della mia attività politica, sulla base del solo sospetto che il mio interlocutore potesse avere legami con il mondo del crimine o addirittura collegamenti con la criminalità organizzata.
Non può sfuggire a nessuno che un politico incontra decine e decine di persone alle quali non può certo chiedere il certificato penale, e peraltro la trasparenza della mia condotta si evince anche dalla circostanza che non mi vengono addebitati riscontri oggettivi e concreti in relazione alle dichiarazioni dei cosiddetti pentiti.
Sto affermando e affermo il VERO: io non ho stretto alcun patto malavitoso con alcuno. I rapporti che ricordo risalenti all’epoca sono estranei, per quel che mi riguarda, a qualsiasi patto, crimine ed azione suscettibili di infrangere il codice penale. Le mie scelte nella vita privata come in quella pubblica sono sempre state all’insegna della legalità. Ho sempre agito secondo i principi ed i valori, ispirati all’etica cattolica, di onestà e correttezza, con fiducia verso il prossimo, anche se forse oggi qualcuno è contento di quanto accade.
Ogni mia condotta si è articolata nel rigoroso rispetto dei doveri istituzionali: questo per quanto riguarda gli operatori economici (es: vicenda Ater) come per ogni altro intervento. E’ triste costatare che la stampa possa, come è accaduto in questo caso, raccogliere anche “chiacchiere di conoscenti”: è il caso della presunta “spintarella” che sarebbe stata chiesta sui vertici dell’istituto zoo profilattico sperimentale di Puglia e Basilicata per favorire qualche concorrente.
Chiedo pertanto agli organi di stampa ed ai mezzi d’informazione di rappresentare quanto ho affermato e di RISPETTARE, con senso di dovere, equilibrio e giustizia, i diritti costituzionali del sottoscritto, quale cittadino e rappresentante politico, e le norme deontologiche e professionali che vincolano ogni giornalista.
Posso affermare di essere tuttora SOSTENUTO DA TANTISSIMI LUCANI e godere della piena FIDUCIA e STIMA del mio partito ad “ogni livello”.
La presente dichiarazione vale anche quale atto di FIDUCIA nella Procura della Repubblica di Potenza, che rispetto profondamente, e nella Magistratura tutta poiché chi vi parla crede nella Giustizia ed è certo che la Verità sulla propria estraneità ai fatti contestati verrà fuori, prima o poi.
Chiedo infine alla stampa, di cui rispetto il ruolo insostituibile in ogni contesto democratico, di astenersi dal portare avanti una costante campagna di informazione basata essenzialmente su illazioni e sospetti articolati in mio danno, come purtroppo finora si è verificato.
Attendiamo il giudizio del Tribunale, prima di pronunciare generiche condanne: e mi duole molto rappresentare che sono costretto a riservare eventuali iniziative a tutela della mia onorabilità rispetto a quanto è stato fin qui diffuso e distorto.
Vi ringrazio di cuore e abbraccio tutti i miei sostenitori augurando altresì un Felice Natale e un fecondo 2013 all’intera comunità lucana”.
Agatino Mancusi