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ott 062011
 
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L’intervento legislativo recente vuole riordinare la geografia giudiziaria dei territori. Per quanto concerne il lagonegrese figura esser a forte rischio il Tribunale di Lagonegro, e certamente qualche considerazione bisognerà farla sulla futura presenza del giudice di Pace di Lauria.

Dopo l’eliminazione della comunità montana, i seri rischi di vedersi deturpare il nostro territorio della guardia medica, ridimensionamento scolastico, oggi è la volta della giustizia. Il nostro territorio, ma in generale tutti i territori lontani dal centro dei capoluoghi di provincia e di regione soffrono la lontananza dei servizi per via del non adeguato sistema infrastrutturale, e nel nostro caso anche di mobilità, che dovrebbero permettere al cittadino di usufruire dei servizi di cui una società del terzo millennio dovrebbe avere.

Non mi piacerebbe che i cittadini leggessero questo sintomo come un segno di mancanza dello Stato, in un momento difficile per l’Italia intera e a maggior ragione per il mezzogiorno dove quotidianamente assistiamo a fenomeni di stampo mafioso che devono esser combattuti in primis dallo Stato stesso.

Verrebbero a mancare i presidi di legalità e giustizia di cui l’area sud di Basilicata ha assoluto bisogno visto anche l’egregio lavoro che hanno svolto fino ad oggi le forze armate (vedasi promozione della guardia di finanza di Lauria a compagnia).

Credo fortemente che la classe politica debba esser fortemente sostenuta dagli addetti ai lavori, dagli ordini professionali e da tutti i cittadini affinché ciò che si prospetti non diventi realtà.

Spero si possano compiere tutti gli interventi necessari affinché i territori non restino marginalizzati nel combattere questi soprusi del governo centrale che nel mettere mano alle riforme lo fa applicando la legge della forbice e del taglio orizzontale senza verifica ove la democrazia stessa viene seriamente minata.

Non restiamo indifferenti a questi fenomeni che cancellano i territori a discapito di un centro che vuole arraffarsi tutto, non marginalizziamoci, facciamo sentire e facciamo uniti.

 

Mimino RICCIARDI

(direzione nazionale Giovani Democratici)