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ott 012011
 
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Vedere Franco Mastropierro sindaco di Latronico a nemmeno 30 anni mi faceva impressione, mi faceva tremare i polsi.  Oggi i presidenti della Provincia hanno quest’età. Ma circa 15 anni fa non era così.  Franco era il delfino del democristianissimo Egidio Mitidieri. Era il politico emergente di tutto il Lagonegrese. Poi, quasi alll’improvisso, una virata…e decide di far da se.  Si allontana bruscamente dal suo nume tutelare, inizia a costruirsi un nuovo percorso. Ma le scelte non portano straordinari risultati.  Poi una vicenda amara, di qualche mese fa.  L’ho incontrato stasera all’inaugurazione del museo termale. Sbarbato, in buona forma, mi ha raccontato il suo calvario in una cella fatta di otto mattoni per quattro. Un bagno staccato dal lavandino, una finestra altissima, un tavolinetto sbilenco. Il tempo non passava mai.  Si sente al centro di una terribile ingiustizia. Di  un’azione sproporzionata rispetto alle reali dimensioni di quanto avvenuto.

Ci siamo salutati, facevamo parte del movimento giovanile della Dc. Eravamo con Rosalba Marchese  (che fine ha fatto?),  Salvatore Margiotta, Vincenzo Taddei.  Lui aveva una marcia in più rispetto a me.  Sono convinto che lo spazio politico che lui ad un certo punto ha lasciato lo ha conquistato Vito Di Lascio.

Franco sarebbe oggi certamente consigliere regionale.  L’ho trovato voglioso di parlare, molti lo hanno salutato con affetto. Lo stesso sindaco Ponzo, che ritengo essere un signore come pochi, lo ha abbracciato.

Può iniziare per lui una seconda vita. Non sarà facile. Ma lui ha sempre avuto uno scatto in più. Una nuova chance è certamente a portata di mano. Magari, va colta calcolando meglio lo scatto. Non serve correre più forte, serve arrivare.