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set 142011
 
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“Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.”.

Questo è ciò che ci racconta la Bibbianel Libro della Genesi, ed è quello che sta per accadere al tirreno cosentino e forse all’intera provincia di Cosenza, con un aggravante però di non poco conto: Esaù mangiò e bevve vendendo se stesso, oggi invece qualcuno o alcuni bevono e mangiano vendendo altri o comunque qualcosa che non gli appartiene.

Gli ultimi accadimenti in tema di sanità, specie per il mantenimento dei Presidi Ospedalieri di Praia a Mare e Trebisacce, quali dichiarazioni, smentite e riconferme oltre agli interessati silenzi di tanti; devono essere attentamente considerati alla luce di altrettante promesse e verbali impegni  autorevolmente annunciati in occasione di visite opportunamente pianificate.

Che il tirreno, come l’intera Calabria abbia bisogno di strutture ed infrastrutture a sostegno e supporto all’attività turistica e non solo, è verità conosciuta anche dalle tante pietre  disseminate da tempi remoti sui nostri territori.

Ma che tutto ciò debba avvenire rinunciando a diritti sacrosanti ed inviolabili quali  la tutela della salute, questo NO è davvero troppo.

Non siamo al ricatto ma poco ci manca, di certo aleggia una certa filosofia, una ingannevole propaganda, che viene diffusamente elargita, di bocca in bocca, da deputato a senatore, da sindaco ad assessore, da amministrazione a partiti e movimenti….. mangerete e berrete… perché le infrastrutture sono opere pubbliche, sono appalti, sono lavori, sono soldi!!!  Ed Esaù mangiò e bevve.

Non si conoscono ancora modi, tempi e risorse con cui le arcaiche pietre verranno  in un sol colpo trasformate in strade, porti e ponti, ad ogni modo il piatto di lenticchie è ben servito e tanti gli Esaù a mangiare e bere, calmi e silenti  per non disturbare il manovratore.

Noi non ci stiamo, riteniamo che interventi di civiltà quali collegamenti viari per terra, aria e mare devono comunque essere realizzati a prescindere da qualsiasi acquiescenza, sottomissione o colore politico; il territorio si migliora aggiungendo nuovi servizi ma non  sottraendone altri specie se riguardano la vita stessa dei cittadini quali la tutela della salute.

L’annientamento del Presidio Ospedaliero di Praia a Mare non può essere barattato ed ogni accordo sottobanco va denunciato e portato a conoscenza della collettività.

Non è più tempo di tenere volutamente la testa sotto la sabbia, la nostra non è terra di struzzi, chiediamo pertanto alle istituzioni locali ed a tutti i partiti e movimenti politici di ogni Comune e della Provincia di uscire allo scoperto e pronunciare con chiarezza il loro intendimento sul futuro del tirreno cosentino e dei suoi abitanti, specificando se vogliono o no la struttura sanitaria di Praia a Mare e di comunicarlo alla cittadinanza ed al Commissario per la Sanità e Governatore Scopelliti.

Basta giocare a nascondino e basta scherzare, recenti episodi di vite spezzate devono richiamare alla responsabilità di quei rappresentanti politici che dicono di volere il bene ed il meglio delle popolazioni rappresentate; è ora di dimostrarlo concretamente a meno che già impegnati a consumare il proprio misero piatto di lenticchie, ma almeno uscite dal limbo ed abbiate il coraggio di sostenerlo.

Raffaele Papa