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ott 042011
 
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Apprendiamo con soddisfazione, in attesa del riscontro dell’Arpab, che nell’area circostante la vasca di decantazione a valle della discarica di Carpineto non c’è traccia di inquinamento; del resto a più riprese ci siamo soffermati, come minoranza che ha sollevato il problema, sulla necessità di accertare lo stato dei fatti per poter far fronte ad un’anomalia che sicuramente non poteva e non doveva sussistere.

Augurandoci che tutti i controlli possano essere eseguiti quanto prima e che possano dare un esito positivo in modo da garantire e tranquillizzare istituzioni e cittadini, non possiamo tralasciare quanto affermato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Lauria che, in dichiarazioni ad alcuni organi di stampa, sostiene che «le analisi smentiscono tutto, anche chi ha strumentalizzato la chiusura di Carpineto». In merito a ciò, vorrei ancora una volta sottolineare come le posizioni di chi dovrebbe essere pertinente, competente e non sommario lasciano a desiderare e fanno emergere l’ostinata ed evidente volontà di arrampicarsi sugli specchi volendo giustificare a tutti i costi errori che pesano e non poco sugli assetti economici dell’ente e che hanno responsabilità politiche chiare e riconducibili ad una politica di cui l’assessore rappresenta la continuità.

A tal proposito, vorrei fare chiarezza, poiché non è concepibile che si continuino a creare “specchietti per le allodole” con l’intenzione di coprire chiare responsabilità e volendo far passare per strumentali le posizioni di chi, come il nostro gruppo, ha sollevato problematiche nell’interesse della salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, assolvendo in tal modo alla funzione istituzionale e politica insita nel nostro ruolo di opposizione. E dato che siamo abituati a parlare basandoci sulle competenze vorrei ricordare all’assessore che il D.lgs 152/2006 in merito ai principi di precauzione e prevenzione, art. 301 e 304, introduce la possibilità di intervento ministeriale anche nel caso di “denuncia di pericolo solo potenziale di danno ambientale” e prevede l’attivazione di un’azione amministrativa nell’ipotesi di “minaccia imminente di danno ambientale” ovvero “un danno ambientale non si è ancora verificato ma esiste una minaccia imminente che si verifichi”.

Ora, facendo riferimento a quanto detto, vorremmo capire chi ha strumentalizzato? E’strumentale sollevare una minaccia di danno ambientale nel momento in cui esiste un collegamento con l’esterno che non dovrebbe esserci? E’strumentale pensare che un collegamento con l’esterno possa sollevare il dubbio che lo sversamento poteva avvenire ovunque a valle? E’ strumentale fare emergere il problema favorendo il coinvolgimento degli enti preposti tra cui la Provincia che, una volta informata (con 7 mesi di ritardo), si è immediatamente attivata chiedendo chiarezza ed intimando la chiusura del sito per consentire gli interventi dovuti? E’ strumentale denunciare che ci siano gravi responsabilità politiche sul mancato coinvolgimento per tempo degli enti sovraordinati che sicuramente dovevano essere informati dalla politica aggiornata a sua volta dai tecnici sullo stato dell’arte? E’strumentale ricordare che, sempre il D.lgs 152/2006, prevede l’obbligo di comunicazione alle autorità competenti e in mancanza si incorre in sanzioni? E’ strumentale denunciare l’enorme spesa ed il relativo impatto sulla tenuta dei conti dell’ente che ha comportato tutto ciò? Alla luce di quanto detto, riteniamo che l’agire in modo strumentale, figlio di una cultura prossima allo sciacallaggio politico che non ci appartiene, è di chi continua a non voler assumersi le responsabilità di quanto accaduto credendo che zittire l’opposizione e non disturbare il manovratore sia lo strumento più efficace per poter negare responsabilità politiche che sono sotto gli occhi di tutti.

 Angelo Lamboglia
capogruppo Idv-Lauria Libera